Si sta asciugando il cupolone di Pietro e si spazzano le secolari immondizie dalla città eterna.
Grandi preparativi, grandi feste, un nuovo osanna blasfemo, mentre il dragone passeggia tra i vinti.
La terra di San Nicola sarà percorsa da un fremito: fuoco a Oriente.
Gli uomini pipistrello faranno una casa tra le nubi e, dalle nubi, getteranno sulla terra scintille di fuoco. Sono uomini di scienza, ma non di cuore che domineranno i tempi. Tutto sarà calcolato, tutto sarà programmato, ma l'erba del prato ingiallirà e seccherà prima di sera.
Grande banchetto nella terra di San Nicola.
Osanna per la scienza al di la dei mari.
Sta maturando il frutto di un compromesso. Ahimè! Pietro ha venduto la sua sacca di pescatore e il compenso è stato di ventinove monete d'argento. La trentesima verrà consegnata più avanti, quando si udrà il primo grido della civetta.
Il banchetto sarà interrotto da un sinistro messaggero che cavalcherà una cavalla sdentata, sulla cui groppa ci sarà il segno dell'ulivo. L'allarme suonerà nella landa e l'eco lo porterà lontano, fino alla terra del Giusto. Le acque del lago di Tiberiade bolliranno. Il drago lascerà qui la sua bava lorda di sangue e gli uomini stenderanno al suo passaggio i mantelli della festa.
Sulla Spagna sorgerà un sole pallido, un sole senza vita.
Santa Giovanna balza dalle viscere dilaniate della terra per gridare che sta per giungere il tempo promesso. Ma la sua voce si sperde, il suo grido s'innalza in un cielo che non ha pietà dell'uomo.

1974 - Rumor di catene
Osiride sta raccogliendo i suoi figli sulle aride sabbie del deserto. Le lucertole hanno dato il loro veleno e poi si sono rifugiate all'ombra della millenaria torre.
Il vincitore detta la legge, ma la legge e ingiusta.
La legge si èincontrata con lo spirito del male e partorirà la morte. E sempre la morte solcherà i cieli della Nuova Terra per raccogliere il primo uomo della comunità.
Nel cuore dell'Africa le formiche rosse invaderanno le tane delle bianche, mentre il fabbro forgerà catene.
Pianto di schiavi in una terra che si dice libera; preghiere di vedove che non attendono più nulla.
Cresce il lupo all'ombra di una secolare torre, cresce la speranza nel cuore del nuovo signore in ermellino.
Catene di scandali sulla terra dei laghi. È qui che le formiche rosse divoreranno le dentiere dei prigionieri.
Nel mare di Cesare le onde inghiottiranno uomini di vita. La terra danzerà un sabba funebre nel cuore degli Appennini.
Ma c'e tanto desiderio di vivere e c'e tanta speranza. Per questo, la ripresa sarà immediata.
Ma chi è che prega sulla pietra, all'ombra dell'ulivo? I suoi piedi sono di sangue, le sue braccia sono bruciate dal sole, ma sulle sue spalle non c'e l'ermellino.
A valle s'innalza una colonna di fumo. E pianti e grida scuoteranno l'aria.
Ma la preghiera del vegliardo sarà come una roccia e la roccia sarà violenta come l'onda del mare.
Una stella l'accarezzerà con la luce pallida della sera. Ma sarà solo un baleno: un lampo sinistro in una notte piena di sorprese.

1975 - Idee sulla sabbia
Il santone ha tracciato sul monte il segno della felicità. Dodici donne nude, la cui carne e bianca come la schiuma del mare, cercheranno di strappare al vegliardo lo scettro.
Dalle nubi scenderanno lingue di fuoco, ma le fiamme non serviranno che ad addolcire le carni.
La gente bivacca. È stata una giornata intensa. La falce ha tagliato il grano sotto il sole di mezzo giorno. Nelle ultime tre ore del giorno vedremo la luna rischiarare una landa deserta. Il grano è in covoni e nei covoni c'e la ricchezza.
All'ora del bivacco si fanno i programmi. Caino e Abele siedono alla stessa tavola di pietra e bevono nello stesso boccale.
Tutto dorme.
Il drago è un bambino in culla.
Il lupo sta buono in tana sognando le pecore della valle.
Una mano si cala funesta e strappa in ciuffo d'erba nel paese della terra di San Nicola. Erano fili d'erba spuntati. Erano teneri germogli.
Febbre di opere e di preghiere nella terra di Pietro.
Gente scenderà dai monti e verrà gente dal mare per raccogliersi nella gran sala di pietra. Qui apparirà il nuovo ermellino. Campane a martello e campane a festa.
Nel cuore dell'Africa nera la mano di un uomo si tenderà al sole e il sole diventerà speranza.
Infelici uomini cui il coltello del dolore scarnificava nervi, non disperate!
Nell'aria c'e un profumo di sollievo.
C'è una speranza inchiodata al tronco di un salice.

1976 - Giardino di speranze
Un bagliore solcherà i cieli. Sorgerà in oriente e scomparirà ad occidente. Sarà il segnale della grande speranza.
Il fabbro batte sull'incudine il ferro. E il ferro taglierà la terra e la terra darà pane. Cosi per tutte le lune.
Santa Giovanna e San Giorgio preparano un lungo manto regale che sarà steso su un tavolo insieme con tanti calici, quanti sono i chicchi di grano contenuti in una spiga.
Mentre il calice del rubino verrà alzato si udirà il pianto del lupo. Le mani faranno ghirlanda e si parlerà lungamente di pace.
L'uomo della Nuova Terra siederà sugli scogli del mare in tempesta per attendere l'arrivo di un bastimento.
Le formiche saranno gettate sulla spiaggia dalle onde del mare. I corvi si caleranno sulla spalla dell'uomo e le formiche senza vita si addenseranno sulla spiaggia. Poi il fuoco brucerà tutto.
Sulla stessa spiaggia si parlerà di pace e giungerà l'eco di genti lontane.
La casa di Pietro sarà scossa da un terremoto. Il figlio del figlio ha già preparato la sacca e vuole ritornare nella terra di preghiera. Una mano con la spada lo fermerà. Ma questa non e una mano amica.
Voli d'aquile nel cielo senza vita.
Feste e pianto nel nido dei rapaci, dove manca l'aquilotto che ha sfidato il sole.
Le aquile di tutto il mondo s'incontreranno all'ombra di una montagna e il mondo senza vita non avrà pace.
Vaghe speranze, rosee promesse, prima del temporale.

1977 - Gloria del dragone
Le lune delle speranze sono finite. Il drago si e destato dal suo letargo e riprende la galoppata attraverso le terre di Abramo.
Al suo passaggio le acque si dividono in due torrenti: c'e l'acqua che vuole travolgerlo e c'e l'onda che lambisce i suoi piedi odoranti di steppa.
Il suo abito è fatto di sole. Al calar delle tenebre suo manto è fatto di luna.
Cinquanta e più legioni saranno inviate nella piana del vulcano per sbarrargli il passo: la metà diserterà e le altre saranno travolte dalle acque.
Avremo poi il segno dei cieli. Il dragone diventerà agnello e l'agnello si accosterà alla fonte della verità.
Il carro avrà un nuovo carrettiere, ma la strada sarà difficoltosa.
Nella terra del sole una scintilla di fuoco brucerà la terra e qui non crescerà più filo d'erba a memoria d'uomo.
Nella vecchia terra l'ultimo scettro cadrà nella sabbia.
Dall'occidente una grande notizia. La Signora in gramaglie potrà mietere il grano senza falce. Basterà un brivido per spezzare la spiga; basterà un lampo per spandere al suolo i chicchi di grano.
Volo di aquile senza ritorno.
Il cielo sarà pieno di nubi e una voce s'innalzerà solenne per dire alle genti che le aquile volano sulla palude, dove serpeggia la fame.
Falsi allarmi a ponente. Il drago ha raggiunto il trono e qui ha deposto la spada. Il trono ha il colore del mare, ma la burrasca non riuscirà a strapparlo perché le radici sono fatte con il cervello dei saggi le cui leggi sono scolpite sulla porta di bronzo.

1978 - Braciere spento
La notte è passata e il braciere non arde più. Le paure di ieri sono oggi speranze; il fumo è salito al cielo per dire al "Giusto" che l'uomo spera, che l'uomo attende, che l'uomo vuole conquistare la pace.
Sette contadini sono partiti sul far del giorno per gettare le sementi sulle zolle del loro podere, ma ne sono arrivati solamente cinque. Gli altri sono stati ammaliati dal drago e hanno seminato sulla terra battuta. Sul fosso è nata un'ortica.
Trionfo del sapere al di la dei mari. La scienza e circondata da filo spinato e una frontiera sarà macchiata di sangue? La lama dell'egoismo farà scempio della carne.
Non oltraggiate la morte!
Angeli vestiti d'acciaio saliranno al di sopra delle nubi e ci racconteranno la fiaba dell'Universo.
Quando le foglie saranno prossime a cadere verranno dall'occidente i Magi e porteranno doni al dragone: terra, vino e frumento.
Poi ci sarà il girotondo delle speranze.
Una macchia d'olio coprirà la schiuma del mare all'altezza della terra rossa.
Occhi sorgeranno dalle onde per scrutare la città dei merletti.
Ma il braciere è sempre spento e la cenere è portata dal vento sulla montagna bianca, dove vive il vegliardo e dove la luna si posa prima di balzare sulle colline, come il lupo su un branco di pecore.
La luna e grande come il sole.
Guai al giorno in cui il sole sarà spaccato a meta.

1979 - La spada nel vento
Chi è che canta all'ora del gallo, giù a valle? Dicono che sia il vecchio fabbro; dicono che siano i mietitori.
Il grappolo nella vigna d'Israele perderà i suoi acini.
È l'ora dell'attesa.
La voce del lupo diventa prepotente. Alle sue fauci non basta più il candido agnello; vuole il montone.
Ma il montone ha la spada e la spada taglia il vento.
Giù nella terra della ginestra, le donne piangeranno sui focolari spenti.
Poi San Giorgio suonerà la sua campana e i giusti si incontreranno. Ma il drago sta giocando a dadi la barca di Pietro.
Ritorna Pilato e nel catino ci saranno centinaia di mani. Mani bianche, affusolate; mani di chi ha tanto studiato e tanto pregato. Ci saranno anche mani ingentilite da anelli regali.
L'acqua del catino verrà gettata nel mare e il mare schiumerà sino al primo gradino della casa di Pietro.
Vedremo due bandiere sulla stessa torre; due croci sullo stesso petto.
È il tempo del sole e della pioggia. È il tempo delle fulminee schiarite. Lassù c'è il sole e all'orizzonte si addensano le nubi, come un misterioso esercito di fanti che muove a dare battaglia.
L'alfiere porta la gonna e ha sul petto quattro stelle e un albero.
Il sole brilla e le nubi vengono trafitte dai suoi raggi: come tante foglie secche. Cosi fino all'ultima gemma di questo contorto arbusto.
Ma chi è che pensa a raddrizzarlo?
Uomini, accorrete! Sta morendo il sole!

1980 - Pietro oltre Roma
La schiuma del mare ha lambito i gradini della casa di Pietro. La pietra non era nata dalla roccia ma dalla palude. Basterà la schiuma e i gradini diventeranno polvere.
Mille mani si sono offerte per ricostruire la casa. Il pastore e le sue pecore stanno cercando un nuovo ovile.
Pietro, Pietro, perché non ti lasci guidare dal segno dei cieli? Le tue legioni sono quelle celesti. Perché hai scelto la strada che ti guida all'ombra di quella terra dove il lupo ha già conosciuto la carezza dell'ermellino?
Scendete a valle, o uomini e pregate per Pietro!
Si gioca sulla scacchiera del mondo. Centodieci occhi vedono che si sta barando, ma le labbra rimangono mute. La partita sarà breve e breve sarà il taglio del melograno. Solamente San Giorgio si salverà.
Luccicano le spade nella terra di Osiride.
L'angelo della morte volerà sulla "grande terra", ma non si poserà su alcun focolare. È ancora presto.
C'e tanto lavoro sul granello di sabbia che da secoli e sorto sull'azzurro tappeto. Sodoma, e la tua ora!
L'angelo nero ti attende sulla sponda sinistra del fiume.
La torre cadrà e con essa il grifone d'oro.
Necrologio per la scienza. Mille bandiere s'inchineranno al figlio della matrigna e mille fiori di vegliardi diranno che il sogno e stato spezzato.
L'angelo della morte attende al di là dei fiori, come il dragone attende Pietro al di là dei mari.

