Nessuno avrà sentito parlare di guerra. Ma la guerra è passata. Nessuno avrà visto la spada. Ma la spada ha ucciso. Dalla montagna del sepolcro vedrete l‘uomo cadere e risollevarsi; vedrete l’uomo trascinare l’uomo come una sacca senza vita e senza forma.
Non piangete su ciò che è cenere, perché mai fu luce.
Non piangete su ciò che chiamarono uomo, perché mai fu uomo.
La terra in molti luoghi ha un volto nuovo. Alcune terre fiorenti saranno diventate paludi; alcune paludi saranno diventate terre fiorenti.
Il fiume non darà più acqua e alcune terre strappate all‘acqua ritorneranno all’acqua.
In questo tempo molti si chiederanno che senso può avere ancora la vita. E la disperazione ne ucciderà molti.
Ma quelli che rimarranno saranno la buona semente.
L’estate comparirà due volte. E più volte comparirà l’inverno.
Vedrete nevicare al tempo della mietitura e vedrete fiorire la rosa al tempo della neve.
La stagione della viola e la stagione del crisantemo diventeranno una favola per i bambini della generazione di Abele.
Dal Nord giungeranno degli uomini, che metteranno le loro tende nel grande ombelico. Parleranno una lingua del tutto sconosciuta e tra di loro parleranno senza aprire bocca.
Nel cielo non ci sono più aquile. E il cielo è finalmente pulito.
Una legge per i tempi che saranno verrà portata sulle macerie di Roma da un uomo vestito di bianco, con una macchia rossa all‘altezza del cuore.

2002 - È passata la notte
Dalla terra del padre s’innalza un filo di fumo che copre, come un fungo, il fiume e la pietra lucente.
E passata la notte ed è passata la morte.
Un terzo delle spighe di grano saranno tagliate e verranno gettate nel fuoco perché nei loro chicchi si nasconde il veleno.
Il sole rimarrà offuscato per un terzo della maturazione.
Guai all’uomo che metterà la sua tenda sulla sepoltura.
Guai all’uomo che raccoglierà l’erba sotto il fungo. Guai all‘uomo che si lascerà prendere dallo sconforto.
Giungerà dal Paese Solare un saggio maestro di vita, mentre l’orfano starà curandosi le ferite nella caverna.
Nel tempo in cui maturava l’uva, ci sarà un grande prodigio nel cielo.
Un prodigio nel mare ci sarà quando scenderanno le nebbie.
Un prodigio nella terra nel tempo in cui nella terra di Abramo si aprirà una grande ferita.
C’è qualcosa che continua a morire.
E lasciate che la Grande Madre trionfi.
C’è qualcosa che si affaccia alla vita.
Molti nati in questo tempo entreranno nella vita con le piaghe.
Molti saranno vittime delle piaghe. Ma ci saranno anche coloro che riusciranno a vincere le piaghe.
La vita avrà una misura diversa.
E così anche la gioia e il dolore avranno diverse misure.
Non lasciatevi prendere dall‘affanno per i turbamenti: tutto passerà, trascinando la gramigna della pace.
E questo il tempo in cui una terra sepolta ritornerà alla luce. E l’uomo dovrà rifare la sua storia.

2003 - L'angelo mietitore
L’angelo dalle quattro ali, inviato sulla terra per recidere l'ultima spiga della vecchia messe, è ritornato in cielo.
Sulla terra è rimasto uno straccio di carne consumato dal tempo, vegliato da un cane randagio.
Mani ignote chiuderanno le mani, per deporle ai piedi della collina, dove il chiarore lunare culla la pace, dove il vento mormora incomprensibili parole per l’uomo.
La vita è un palpito dell’eterna storia; non cercate tra i morti ciò che continua a vivere al di là della frontiera demolita dal tempo.
Uno scettro sarà barattato per quattro gocce di pioggia. Il tappeto dai fiori color della passione verrà oltraggiato: ritorna Maometto. Ma la sua spada sarà spezzata. Ritornano i vecchi dèi. Ma l’Olimpo non sarà Roma, ma Berlino.
Grandi sono i fermenti e grandi le promesse che verranno fatte dall‘uomo segnato. Ma queste promesse sono destinate a rimanere sterili.
Il trono di Pietro è abbandonato.
Abbandonate sono anche le due corone bagnate dal mare.
La gloria finale sarà per una donna, madre della madre.
Non ponete le vostre speranze sul sole perché sarà oscurato ai tempi del raccolto.
All’alba di una nuova luna si avrà un grande tremore della terra. Ci saranno terre tolte al mare che verranno riconsegnate al mare.
Un brivido attraverserà la vecchia terra.
Nella terra dei Filistei verranno segnate con il sangue le case di coloro che hanno tradito. E la pestilenza scenderà su quella terra come una vecchia maledizione.
I tempi sono fatti per seppellire i tempi.

2004 - La strage dei morti viventi
Molti saranno i morti ma non sapranno di esserlo.
Li riconoscerete dalle loro mani, che son fatte di stecchi; dal loro cuore che sarà fatto di pietra; dalla loro mente che non saprà generare pensieri se non arrugginiti.
I morti viventi non sapranno vedere al di là della loro ombra e disputeranno sulle vecchie case fatte di niente e condannate a rimanere niente.
Se questa gramigna ritornerà a germogliare nella terra dello spirito, le sette maledizioni scenderanno sugli uomini.
Dal Nord giungerà la falce che decreterà la strage dei morti viventi. E la spada trafiggerà anche i germogli innocenti di questi sepolcri pieni di vermi.
Storico sarà l’incontro della croce con la corona delle rose. Da questa luce uscirà una nuova preghiera, che sarà la preghiera delle catacombe.
Dal grande fiume della valle uscirà una nube che sorvolerà molti Paesi, dispensando fame e tribolazioni.
E la nube si calerà su una donna che sarà prossima al parto.
E i dolori saranno divisi a metà.
Lasciate che le sette figlie vadano lontane dalla madre, perché la madre non avrà più latte.
Lasciate che Abele fissi la sua tenda in terra straniera, poiché la sua terra è ormai un cumulo di pietre e uno stagno di lacrime.
Un cavaliere solcherà come una meteora i cieli. Il suo cavallo sarà nero. E molti si lasceranno ingannare.
E risorta la malapianta, diranno molti. E altri: è ritornato per esigere il resto dell’eredità.
Assisterete invece al duello tra il cavaliere e la bestia segnata nei piedi.
Il cavaliere sarà sconfitto. Nessuno lo vedrà cadere, ma nel punto dove cadrà rimarrà l‘orrendo segno.

2005 - Il sangue marcio
L’acqua dei mari diverrà bollente. E i pesci moriranno.
L’acqua del mare diventerà come pece e le onde rimarranno imprigionate dalle rocce.
L’acqua del mare diventerà rossa come il sangue marcio, e tutte le spiagge saranno lordate.
L’acqua del mare avrà l’odore della morte e tutti i villaggi marini saranno impregnati di pestilenza.
La maledizione non cadrà dal cielo, ma salirà dal fondo, dopo essere stata imprigionata per parecchio tempo.
Guai a coloro che si bagneranno in queste acque infette. Sulle loro carni rimarrà il segno del fuoco e nella loro stirpe rimarrà il segno del dolore.
La donna Nahra indicherà una nuova strada.
Undici cavalieri vestiti di giallo cercheranno di fermarla, ma tutto è stato previsto. E tutto verrà superato.
Dalle leggi si farà la legge.
Dalle stelle sorgerà la stella.
Non seguite la corte del re senza trono perché la sua anima è la vendetta.
Non seguite il simbolo del sole perché vi porterà verso il precipizio.
Lo scorpione trionferà sul lupo. E il suo segno sostituirà la madre.
Gli uomini dello scorpione si riconosceranno dalle mani callose, dall’occhio feroce e dalla pelle segnata.
Il loro capo impartirà i comandi con il braccio sinistro.
Guardatevi dai guerrieri che portano la fascia: sono nati sotto il segno della pestilenza e semineranno pestilenza.
Guardatevi dalle lune del grano, perché saranno lune di terrore. Guardatevi dalle erbe, perché nascondono spesso la pestilenza. Guardatevi da ogni fiore e da ogni foglia sulla quale si sia depositata la polvere.

2006 - I corvi sulla città nuova
Scenderà verso il mare un uomo dal volto scarno. Le sue labbra saranno bruciate dalla sete.
Raccoglierà nel palmo delle mani poche gocce d’acqua marina e le sue mani sanguineranno.
Scenderà verso la verde vallata una donna per cercare del cibo per i suoi figli. Staccherà un frutto da un albero e le sue mani rimarranno secchecome sterpi.
Scenderà un vecchio verso il campo delle ossa per cercare un meritato riposo e non troverà del posto per deporre la sua sacca di viandante.
Non c’è più gioia di vivere.
Non c’è più speranza per morire.
Nel deserto dell’anima si alzerà una voce lontana.
Due fratelli, provenienti dalla terra di Gelor verranno ad annunciare che la città nuova non esiste più.
Sulle macerie trionfano, padroni assoluti, i corvi.
Uno dei due fratelli di nome Vashe porterà una goccia di speranza nel grande ombelico.
Mancheranno cinque soli prima che i veleni siano sciolti e prima che i fiori dei prati possano riavere i loro colori.
L’annuncio della distruzione della foresta di marmo non provocherà alcuna lacrima, alcun dolore.
Ogni uomo sarà solo un uomo e i suoi confini non andranno al di là della sua ombra.
Molti si giudicheranno giusti, ma dentro saranno dei nidi di serpenti. Molti giureranno sulla loro parola, ma la parola avrà il lezzo del cadavere.
Distruggete questa semente senza pietà. Dalle vene di questi uomini non sgorgherà sangue, ma veleno. E guai a chi contaminerà la terra con questi veleni: prendeteli e bruciateli.
Il fuoco deve continuare la sua purificazione.

2009 - La valle dei mostri
Molte saranno le donne che piangeranno sulle culle vuote.
E molti saranno gli uomini che chiuderanno la strada dei padri.
Nella valle chiusa dai monti e solcata dal fiume vedranno la luce degli uomini con le gambe della rana, il corpo del capretto e la testa umana.
Da una donna segnata dal grande nome nascerà un uomo con tre teste e una sola gamba.
La disputa sarà grande su questi mostri umani. E poi si deciderà per renderli eternamente felici.
Il vecchio che parla la lingua di Attila dichiarerà guerra alla pace. Ma i suoi combattenti diserteranno. E rimarrà la vita felice con la speranza
di germogliare sulla terra. Si vedrà un numero sempre maggiore di querce e un numero sempre minore di sterpi.
Pochi uomini semineranno, mieteranno e macineranno.
E il loro lavoro sarà maggiore a quello di un intero popolo di piccoli insetti.
I giganti saranno senza re, ma la loro casa avrà la corona.
La loro spada sarà fatta di carne. E sapranno vedere e sentire oltre i limiti concessi al vecchio uomo.
Il vecchio barbaro arriverà al soglio di Pietro, ma non sarà a Roma.
Sarà questo il tempo in cui sorgerà la comunità dei fiori, destinata a portare la legge nel deserto, dove vissero i profeti.
Gloria per il figlio che ritorna e gloria per il padre che sa parlare la lingua dei padri.
Il grande fiume segnerà la sua pazzia verso la quarta luna. Trascinerà cose e uomini, seminando la distruzione. Ma su questa valle ritornerà la vita e maturerà il grano.
Non voltate lo sguardo per ammirare la grande pianta. E piena di foglie e di fiori, ma nella sua ombra c’è già il niente e il tutto del domani.

2010 - I tre segni
Quando appariranno i tre segni di Ara i tempi diverranno più indulgenti, per gli uomini e per la terra.
Il primo segno lo vedrete allo spuntar del sole, quando il cielo assumerà il colore del sangue.
Il secondo segno lo avrete quando verrà scoperta la tomba di ghiaccio di un millenario antenato.
Il terzo segno lo avrete invece quando giungeranno a Vienna i tre Re Magi, i cui doni saranno: speranza, fiducia e giustizia divina.
I tribunali dell’uomo diventeranno cenere. I giudici saranno giudicati e condannati.
Nuova sarà la bilancia e nuovi saranno i pesi.
Nuovi saranno anche i figli d’Ippocrate, perché gli ultimi esemplari di questa razza bastarda verranno bruciati dalla loro superbia e dalla loro ignoranza.
L’Oriente si sposerà con l’Occidente. E da questa felice unione nasceranno nuove speranze e nuovi germogli.
Non lasciatevi però ingannare dalle grandi luci.
E non lasciatevi ingannare dal canto del bianco usignolo.
Lasciate che la legge seppellisca la legge.
In questi tempi germoglieranno nuove radici.
E una forza verrà dalla terra asciutta, dove la sabbia è madre e dove l’acqua è matrigna.
Qui ritroveranno la gioia di vivere molti uomini che portano nel cuore le ferite del fuoco.
Qui la legge germoglierà per dare vita.
L’ombra darà pace. La sabbia darà vita. Sulla sabbia verrà depositata la speranza e sarà la sabbia a sconfiggere molti dolori.
L’uomo ritorna a parlare all’uomo.
L’uomo ritorna a parlare direttamente al suo grande Dio.
Quando appariranno i tre segni di Ara i tempi diverranno più indulgenti, per gli uomini e per la terra.
Il primo segno lo vedrete allo spuntar del sole, quando il cielo assumerà il colore del sangue.
Il secondo segno lo avrete quando verrà scoperta la tomba di ghiaccio di un millenario antenato.
Il terzo segno lo avrete invece quando giungeranno a Vienna i tre Re Magi, i cui doni saranno: speranza, fiducia e giustizia divina.
I tribunali dell’uomo diventeranno cenere. I giudici saranno giudicati e condannati.
Nuova sarà la bilancia e nuovi saranno i pesi.
Nuovi saranno anche i figli d’Ippocrate, perché gli ultimi esemplari di questa razza bastarda verranno bruciati dalla loro superbia e dalla loro ignoranza.
L’Oriente si sposerà con l’Occidente. E da questa felice unione nasceranno nuove speranze e nuovi germogli.
Non lasciatevi però ingannare dalle grandi luci.
E non lasciatevi ingannare dal canto del bianco usignolo.
Lasciate che la legge seppellisca la legge.
In questi tempi germoglieranno nuove radici.
E una forza verrà dalla terra asciutta, dove la sabbia è madre e dove l’acqua è matrigna.
Qui ritroveranno la gioia di vivere molti uomini che portano nel cuore le ferite del fuoco.
Qui la legge germoglierà per dare vita.
L’ombra darà pace. La sabbia darà vita. Sulla sabbia verrà depositata la speranza e sarà la sabbia a sconfiggere molti dolori.
L’uomo ritorna a parlare all’uomo.
L’uomo ritorna a parlare direttamente al suo grande Dio.

